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Pivetta Riabilitazione Motoria: percorsi integrati dal 1954 (a cura del Dott. Della Ratta, chinesiologo)

Nel panorama della riabilitazione e del miglioramento della performance motoria, è sempre più evidente quanto la collaborazione interdisciplinare possa rappresentare un fattore di svolta.

Il modello adottato sin dai principi del nostro centro di riabilitazione, tende a formare équipe multidisciplinari per stabilire protocolli di riferimento (Ortopedico - Fisioterapista - Chinesiologo), il tutto organizzato e aggiornato mediante, riunioni settimanali, corsi di formazione , discussione su casi clinici e raccolta dati (dolore, funzione, forza, prestazione, qualità del movimento)

Le figure del/la fisioterapista (professionista specializzato/a nella riabilitazione funzionale, prevenzione, recupero motorio) e del/la chinesiologo/a (esperto/a in scienze motorie, studio del movimento umano, esercizio fisico e prevenzione) possono lavorare in sinergia per offrire un percorso più completo, strutturato e personalizzato.

Quando fisioterapista e chinesiologo lavorano insieme, è possibile coprire l’intero arco del percorso riabilitativo e preventivo

  • dalla fase acuta (riduzione del dolore, recupero funzionale) 
  • alla fase di miglioramento delle performance
  • alla prevenzione del ritorno della disfunzione o del danno.

Questo significa che il paziente e/o sportivo non si limita alla “riparazione” dell’infortunio, ma viene accompagnato verso un movimento migliore, più efficiente e meno a rischio di ricadute.

Un approccio integrato permette di ridurre il rischio che, dopo il recupero della funzione base, rimangano compensazioni, debolezze o movimenti sub-ottimali che possono generare nuovi problemi (dolori muscolari, sovraccarichi, infortuni sportivi).

Ad esempio, un paziente che ha superato un intervento al ginocchio può avere recuperato la mobilità, ma potrebbe rimanere un deficit di stabilizzazione o controllo motorio: qui interviene la chinesiologia.


Inoltre, la collaborazione riduce il rischio che ogni professionista lavori “in silos”, senza comunicazione: la ricerca indica che la mancanza di collaborazione interprofessionale è un importante ostacolo all’integrazione della fisioterapia in contesti più ampi.

In sintesi: 

  • la fisioterapia farà una valutazione funzionale (dolore, mobilità, forza, funzioni)
  • la chinesiologia un’analisi del movimento, della biomeccanica, delle strategie motorie

Un piano integrato può prevedere fasi distinte, ma coordinate.

Le fasi del recupero nel nostro centro:

  • Fase acuta/riabilitativa: la guida principale è a carico del fisioterapista: gli obiettivi sono il ridurre dolore, l’ infiammazione e recuperare la mobilità base.
  • Fase di transizione: congiunta fisioterapista/chinesiologo: è qui che si raggiungono potenziamento, controllo motorio, stabilizzazione, una  transizione verso attività più complesse (solitamente mirata all’attività o attività fisica dello sportivo o del paziente.
  • Fase di performance/prevenzione di predominanza del chinesiologo: in  quest’ultima fase ci sono preparazione funzionale, esercizio personalizzato di rinforzo, profilazione del gesto/sport, ma soprattutto prevenzione recidive.

In cosa si differenzia il nostro percorso? 

  • Maggiore qualità del recupero: non solo “tornare come prima”, ma “migliorarsi e prevenire”.
  • Riduzione del rischio di recidive/infortuni: grazie all’analisi del movimento, al potenziamento e alla prevenzione.
  • Percorso motivante e coeso: il paziente vive un processo continuo e progressivo, non disgiunto in fasi non collegate tra di loro.
  • Ottimizzazione delle risorse: ciascuna professione fa ciò che sa fare meglio, evitando duplicazioni o trattamenti poco mirati.
  • Maggiore soddisfazione del paziente e dell’équipe: quando la collaborazione è ben gestita, la percezione è che “tutti lavorano per me”!

 

Evidenza scientifica 

Vi sono studi che indicano come la chiarezza dei ruoli e la collaborazione fra fisioterapisti e chinesiologi (o figure analoghe) portino risultati migliori. 

Ad esempio, uno studio Delphi ha distinto 38 competenze per fisioterapisti e 27 per i chinesiologi nell’intervento sull’attività fisica in persone con diabete, sottolineando che la complementarietà è reale

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39407129/
Un altro  studio pilota ha mostrato che un approccio kinesiologico mirato (metodo CPM) ha avuto effetti superiori rispetto a esercizi generici nella lombalgia non-specifica.
Questi dati suggeriscono che la chinesiologia ha un ruolo significativo e specifico nel contesto riabilitativo/funzionale, e che integrarla con la fisioterapia non è solo “una buona idea”, ma una strategia basata su evidenza.

https://iris.cnr.it/handle/20.500.14243/542001

 

La collaborazione fra fisioterapia e chinesiologia rappresenta un’opportunità concreta per elevare la qualità del trattamento, della riabilitazione e della prevenzione motoria. 

Quando il/la fisioterapista e il/la chinesiologo/a lavorano in sinergia, si crea un modello che va dalla condizione di disfunzione a una condizione di movimento ottimale, con benefici sia clinici che funzionali.


La scelta non è semplicemente “fisioterapia o chinesiologia”, ma piuttosto “fisioterapia e chinesiologia”. In un contesto in cui i pazienti e gli sportivi chiedono percorsi personalizzati, efficaci,motivanti e orientati al benessere globale, questa integrazione assume un valore strategico.

Luca Della Ratta, Chinesiologo

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